Pillole vietnamite

Mon Hue, i piatti dell’imperatore

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Capitale del cibo vietnamita

Huè è l’antica capitale del Vietnam. Ed è ancora oggi una delle capitali del cibo vietnamita. Se si volesse fare un parallelismo con l’Italia si potrebbe dire che Huè è la Firenze del Vietnam: situata più o meno in posizione centrale, a metà strada tra le due grandi metropoli del Paese, Huè è la città con le vestigia storiche più imponenti. Al centro della città c’è una piccola Città Proibita sul modello di quella di Pechino.

La città proibita

Assai più piccola e meno fastosa di quella cinese. Per di più in parte ricostruita dopo i devastanti quanto intensivi bombardamenti dei B52 americani. Proprio Huè è stata del resto teatro di una memorabile battaglia nel 1968, nella notte del Tet, il capodanno vietnamita. Per quanto contenuta e sobria però la Città Proibita offre a chi la visita la sensazione di mettere il naso negli spazi intimi dell’antico imperatore: un percorso immaginifico che assomiglia ad una macchina del tempo. Ma che si ripresenta ancora attuale invece nella cucina di Hue. Di cui fanno parte i cosiddetti “Mon Hue”, i piatti di Hue, che in Vietnam oggi intitola una nota catena della ristorazione.

Piatti da degustare

Tra questi c’è il Banh Beo, pasta di riso cotta a vapore e presentata in minuscole ciotoline con sopra un pizzico di fagioli Mung, cipolla tritata e gamberetti secchi. Sempre accompagnata da pasta di riso mista a carne macinata di maiale raccolta in una foglia di banana e cotta a vapore. Ovviamente con l’immancabile salsa di pesce. Piatti da degustare, più che trangugiare: piatti che ci ripropongono oggi qualcosa dell’atmosfera eletta e raffinata della corte imperiale. Per la quale del resto furono inventati e cucinati

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